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musica e altri linguaggi

  • speciale / SAMUEL BECKETT & MORTON FELDMAN: Words & Music (1961)

Sabato 3 ottobre, dalle 21:00

sabato 3 ottobre 2026 - dalle 21:00

in differita dalla Sala Assoli-Moscato - vico Lungo Teatro Nuovo 110, Napoli


con Andrea Renzi e Francesco Paglino / regia: Andrea Renzi / elementi pittorici: Lino Fiorito / suono: Daghi Rondanini / direzione tecnica: Lello Becchimanzi


Ensemble Dissonanzen: Tommaso Rossi, Sara Brandi, flauti / Francesco Solombrino, violino / Floriana Maria Knowles, viola / Alfonso D’Aniello, violoncello / Lucio Miele, vibrafono / Ciro Longobardi, pianoforte / Giuseppe Galiano, direttore

co-produzione: Casa del Contemporaneo

Nel 1961 Samuel Beckett scrisse per la radio della BBC Words and Music, una delle sue opere più singolari, costruita attorno a un interrogativo tanto semplice quanto vertiginoso: possono le parole e la musica esprimere ciò che l'altra non riesce a dire? Al centro della scena vi sono tre presenze: Croak, figura autoritaria e misteriosa; Joe, la Parola; e Bob, la Musica. Croak chiama alternativamente l'uno e l'altra, li interrompe, li mette in competizione e infine li costringe a confrontarsi sul terreno più difficile, quello della memoria, dell'amore e dell'emozione. La relazione tra parola e musica è inizialmente conflittuale. Joe tenta di costruire un discorso attraverso il linguaggio, mentre Bob risponde con il suono, seguendo una logica completamente diversa. Le parole sembrano incapaci di afferrare fino in fondo ciò che i suoni vogliono esprimere; la musica, dal canto suo, riesce a evocare, ma non può spiegare. Beckett costruisce così un vero e proprio dialogo – e talvolta uno scontro – tra due forme fondamentali dell'espressione umana.

Quando, molti anni dopo, Morton Feldman fu invitato a scrivere la musica per una nuova realizzazione dell'opera, l'incontro tra i due artisti si rivelò sorprendentemente naturale. Feldman, tra i protagonisti più originali della musica americana del Novecento, condivideva con Beckett una particolare attenzione al silenzio, alla sospensione e alla rarefazione del gesto. Entrambi sembrano diffidare dell'enfasi e della retorica; entrambi cercano, attraverso mezzi ridotti all'essenziale, di dare un peso nuovo al tempo. La musica composta da Feldman nel 1987 non si limita ad accompagnare il testo. Bob, la Musica, diventa un autentico personaggio della vicenda. Il suo linguaggio strumentale risponde alle parole, le contraddice, le prolunga o ne rivela ciò che esse non riescono a esprimere.

La partitura costruisce così uno spazio nel quale il confine tra teatro e concerto diventa sempre più sottile. Particolarmente significativo è il momento in cui Croak chiede a Joe e Bob di confrontarsi sul tema dell'amore. Di fronte a un sentimento che sembra sfuggire a ogni definizione, parola e musica, fino a quel momento rivali, sono costrette a cercare una possibile forma di collaborazione. È forse qui il cuore dell'opera: nessun linguaggio è sufficiente da solo, ma dall'incontro tra linguaggi differenti può nascere una forma di espressione più profonda. Words & Music è dunque molto più di un incontro tra un testo teatrale e una partitura. È una riflessione sulla possibilità stessa di comunicare, sui limiti del linguaggio e sulla capacità dell'arte di avvicinarsi a ciò che non può essere completamente detto. Nel silenzio, nell'attesa e nella fragile alleanza tra parole e musica, Beckett e Feldman ci consegnano un'opera di straordinaria modernità, nella quale l'essenziale non è trovare una risposta, ma continuare a cercare un modo per ascoltare.

Tommaso Rossi 


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